"Il successo consiste principalmente nell’evitare le perdite, più che nel cercare profitti." Partiamo da questa frase di NASSIM NICHOLAS TALEB

Gli strumenti di investimento

Quando si decide di effettuare un investimento bisognerà, ovviamente, acquistare, presumibilmente dalla nostra banca, alcuni strumenti come azioni, obbligazioni, fondi d'investimento e simili.

Obiettivo di questo paragrafo è esporre caratteristiche e rischi di ciascuno di essi, o almeno di quelli che più comunemente vengono proposti da banche, broker o comunque intermediari finanziari.

Gli strumenti sono infiniti e quotidianamente ne vengono creati di nuovi: credeteci, quelli che non vengono qui esposti non sono adatti all'investitore medio. Statene alla larga anche se, occasionalmente, possono rappresentare delle ottime opportunità: queste opportunità sono sicuramente ottime ... per chi li vende.

Il suggerimento è quello di dedicare alla conoscenza degli strumenti di investimento "almeno" il tempo che la massaia dedica alla scelta delle patate migliori per fare gli gnocchi o che l'italiano medio dedica alla scelta della nuova auto.

Azioni

Le azioni rappresentano una quota di una società: quando acquistate un'azione della Microsoft decidete, in pratica, di diventare socio di Bill Gates e di condividerne le fortune. 

Le azioni vengono vendute in "Borsa" e il loro valore varia sostanzialmente per due motivi: uno di carattere fondamentale ovvero la capacità dell'azienda di generare utili (diventereste mai socio di un vostro amico che vende frutta e verdura se lui non è in grado di guadagnare?) e uno di carattere occasionale (se per un qualsiasi motivo, ad esempio un raccolto scarso, il prezzo delle arance sale ovviamente il negozio dell'amico vale di più).

Le azioni costituiscono un investimento rischioso in quanto nulla garantisce che il valore di un'azienda non possa crollare (vedi i recentissimi casi delle banche in Italia ma anche i noti casi dei crolli di Wall Street). Esse però rappresentano, a onor del vero, l'unico investimento che può realmente rendere ricco: Apple oggi vale cento volte in più che nel 1982.

Riteniamo praticamente impossibile calcolare il "prezzo giusto" di un'azione (ma è impossibile calcolare anche quello dei branzini) ma l'unico parametro di bilancio che ne influenza realmente il valore sono i cosiddetto EPS, in italiano utili per azione, il che è abbastanza logico: se un'azienda fa utili ed essi sono in crescita è ovvio che il valore dell'azienda si incrementa.

E' altresì importante che le azioni siano "liquide" ovvero molto scambiate nei mercati regolamentati: questo ci garantisce che riusciremo comunque a venderle (ovviamente al prezzo di mercato) se abbiamo bisogno di liquidarle: i recenti avvenimenti circa azioni non scambiate sui mercati regolamentati dovrebbero servirci da lezione.

E' un tipo di investimento da prendere "cum grano salis" e non adatto ad inesperti ma soprattutto non adatto a chi cerca la "dritta" giusta da parte del cugino dell'amico che lavora in banca.

Obbligazioni

Acquistare un'obbligazione significa prestare del denaro a qualcuno. Questo qualcuno, chiamato emittente, può tipicamente essere un'azienda, uno stato, un'entità sovranazionale. Questo prestito avrà una durata alla fine della quale il capitale verrà restituito a chi lo ha prestato.

Per questo prestito ovviamente si riceverà una remunerazione, chiamata "interessi", erogata o periodicamente (come i BTP) o alla fine del prestito. Questi interessi possono essere fissi per tutta la durata del prestito o variabili in funzione di qualche parametro che in Europa potrebbe essere, ad esempio, l'Euribor.

Il valore dell'interesse pagato varia con l'affidabilità dell'emittente: più è affidabile meno è disponibile a pagare per farsi prestare i vostri soldi: quindi fare sempre molta attenzione a interessi elevati perchè non sempre sono garanzia di restituzione del capitale alla fine del prestito. 

Anche le obbligazioni più diffuse vengono negoziate in borsa: questa è una garanzia di liquidità, ovvero che in qualunque momento noi riusciamo a venderle ovviamente al prezzo vigente: acquistare obbligazioni "liquide" non è affatto una garanzia di integrità del capitale ma ci garantisce che non rimarremo col cerino in mano di obbligazioni invendibili come successo anche molto recentemente.

Normalmente si tende a sostenere che le obbligazioni siano "più sicure" delle azioni; a parte la definizione di "sicurezza" sulla quale bigna mettersi d'accordo, la cosa non è reale come non è reale il fatto che la loro volatilità sia inferiore a quella dei titoli azionari.

Il consiglio è sempre quello di acquistare cioè che comprendiamo e non complesse alchimie finanziarie che di semplice hanno ben poco (le cosiddette "obbligazioni strutturate") e che siano molto diffuse sul mercato.

I fondi di investimento

I fondi d'investimento sono uno degli strumenti più utilizzati dagli investitori. In pratica sono dei grossi contenitori nei quali ci sono una serie di strumenti finanziari in funzione della loro tipologia, dei quali l'investitore acquista delle quote.

Le diversificazioni sono molte ovvero per tipologia di investimento (azionario, obbligazionario, ...), per settore (farmaceutico, energetico, ...), per area geografica (Europa, USA, ...): in teoria l'investitore può trovare esattamente quello che cerca. Il problema è proprio aiutare a capire cosa cerca l'investitore e non cosa cerca di vendere l'intermediario finanziario!

Altro problema sono i loro costi di gestione che raggiungono, per alcune tipologie, anche diversi punti percentuali: questi costi dovremmo pagarli anche se il fondo "perde".

Per valutare il loro rendimento si fa riferimento al cosiddetto benchmark, ovvero "il mercato": un buon fondo dovrebbe battere il mercato: secondo l'annuale rapporto di Mediobanca l'80% dei fondi non lo batte. Ovviamente ci sono ottimi fondi d'investimento (si ricorda il famoso Fidelity Magellan gestito dal mitico Peter Lynch che ebbe un rendimento di oltre il 20% annuo per venti anni), ma non è facile individuare fondi che abbiamo rendimenti costanti nel corso degli anni. Anche la classifica dei "migliori" cambia ogni anno e pochi resistono in testa a questa classifica.

Del resto se sono il prodotto più pubblicizzato, ci sarà un motivo?

Noi sosteniamo che sia possibile, con un minimo di esperienza, farsi un proprio "fondo" con spese nettamente inferiori al mercato.

Gli ETF

Gli ETF non sono altro che fondi di investimento (vedi sopra) che però semplicemente replicano il mercato. Il gestore del fondo applica un modello matematico che gli consente di fare ciò e i costi di gestione sono quasi sempre inferiori all'1%, il che significa che, mediamente, rendono appena un po' meno del mercato. Un ETF quindi, supera statisticamente sempre l'80% dei fondi.

Riteniamo che sia una forma di investimento da valutare con attenzione: vi dice nulla il fatto che gli intermediari finanziari non lo propongano spesso?

Altri strumenti

Esiste un'infinità di strumenti finanziari che non riteniamo sia, in questo caso, necessario approfondire. I principali sono futures, opzioni (i cosiddetti derivati), CDS, CFD, e così via ... ripeto ce ne sono davvero infiniti.

Uno degli amministratori del sito ha pubblicato un testo in materia sul quale si possono trovare i dettagli.

Sono spesso abbastanza complessi e vale la vecchia regola di "non comprare ciò che non capisci" per cui il consiglio è di starne alla larga.

Gli amministratori sono comunque a disposizione per fornire informazioni su ciascuno di essi.